
Lc. 6,6-11
6 Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era lì un uomo che aveva la mano destra paralizzata. 7 Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se avrebbe fatto una guarigione di sabato, per trovare di che accusarlo. 8 Ma egli conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti in mezzo!» Ed egli, alzatosi, stette in piedi. 9 Poi Gesù disse loro: «Io domando a voi: è lecito, di sabato, far del bene o far del male? Salvare una persona o ucciderla?» 10 E, girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse all’uomo: «Stendi la mano!» Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
11 Ed essi furono pieni di furore e discutevano tra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Commento
Ancora nella sinagoga e ancora di sabato. Forse tutti si aspettavano la solita storia. niente di nuovo poteva capitare. Come tutti i sabati, perché a volte sono così i nostri riti, sempre uguali a se stessi. Inoltre nemmeno il gesto del signore cambia a situazione. I cuori sono duri e le parole piene di furore e di discussione per quel gesto di sabato. La paralisi del dire «si è sempre fatto così», che ci impedisce di cogliere i tocchi lievi dello Spirito; lui ci guida volta per volta sulla strada più adatta alla specificità della situazione e ci dà il coraggio di rischiare, non ama risposte preconfezionate. «Ma Gesù conosceva i loro pensieri», e anche oggi sa i nostri. Possiamo fermarci ad affidarli al suo sorriso sereno e forse anche un po’ provocatorio. Fortunatamente non ci abbandona a noi stessi, ma continua a stupirci: alle nostre rassegnazioni risponde spingendoci a metterci in mezzo, entrando in contatto con noi, guarendoci; davanti alle nostre fissazioni ed esigenze pone altre domande, domande scomode, fatte di vita reale, di quelle che fanno cambiare prospettiva.
Preghiamo
Preghiamo per Davide
Grazie don Sandro del commento anche a questo tratto… Che condivido. Chiedo al Signore, di accorgermi del Suo amore che nuovo ogni giorno, e nel dono dello Spirito e l’animo dei nostri fondatori, mi affido e ti affido la vita mia e di quanti conosco, specie per Davide e Stefano.