giovedì 13 gennaio

di | 12 Gennaio 2022

gen  4,17-26

Ora Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoc, dal nome del figlio. 18A Enoc nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamec. 19Lamec si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Silla. 20Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. 21Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. 22Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro. La sorella di Tubal-Kain fu Naamà.
23Lamec disse alle mogli:
“Ada e Silla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamec, porgete l’orecchio al mio dire.
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
24Sette volte sarà vendicato Caino,
ma Lamec settantasette”.
25Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. “Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso”.
26Anche a Set nacque un figlio, che chiamò Enos. A quel tempo si cominciò a invocare il nome del Signore.

Commento

Questo capitolo non si conclude con la vicenda di Caino e Abele. Si apre tutto il mondo delle generazioni e ad ogni generazione viene affidato un compito: costruttori di città, coloro che abitano sotto le tende, suonatori di cetra e di flauto, chi lavora il ferro e il bronzo. Sono le varie categorie di persone, di mestieri, che nascono dalle varie generazioni. Questo sembra essere cosa buona. Ma c’è un particolare. Uso delle parole del Cardinal Ravasi, grande biblista che descrive così la situazione che si sta creando sulla terra. “In questa seconda parte «la genealogia della violenza dilaga. I suoi anelli sono robusti e si infittiscono perché, come dice un antico proverbio orientale, la madre della violenza è sempre incinta. Il crescendo della violenza, partito da Caino, raggiunge ora il suo apice in Lamec, suo discendente». La violenza cammina di pari passo con la creatività degli uomini. In questo loro trafficare con fantasia per trasformare il mondo non mettono solo il bene, ma mettono anche al  contrario tutta una carica di male e di violenza. L’uomo costruisce un mondo carico di bene e di violenza. Il testo si conclude dicendo che in quel tempo si incominciò ad invocare il nome del Signore. Forse si inizia ad invocare il nome del Signore per chiedere l’aiuto necessario per uscire da questa violenza.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i malati.

Un pensiero su “giovedì 13 gennaio

  1. Elena

    Com’è variabile, instabile il bilanciere del bene e del male in ognuno di noi e come, alcune vicende fanno pendere più da una parte o più dall’altra… Così ogni giorno, così per mille piccole e grandi cose… Il libero arbitrio però a volte non basta…chiediamo aiuto al Signore, perché certe decisioni, certi gesti, certi comportamenti hanno conseguenze davvero importanti, se non drammatiche, per noi e per gli altri. Allora Signore, resta con noi, anche quando ci allontaniamo da te.
    Preghiamo per le intenzioni custodite nel cuore di ciascuno.

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