
Assumersi una responsabilità non tanto per tenere insieme dei pezzi di vita personali, ma la responsabilità sul futuro. Questa affermazione non me la sono inventata io, ma l’ho trovata in un testo di Bonhoeffer. L’aveva scritta nel tempo del nazismo. L’ha riporto tale e quale l’ho trovata nel testo la vita responsabile che un amico mi ha regalato. Eccola: per chi è responsabile la domanda ultima non è: come me la cavo eroicamente in questo affare, ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene. solo da questa domanda storicamente responsabile possono nascere soluzioni feconde, anche se provvisoriamente molto mortificanti. Mi sono fatto solo una domanda, una sola: in questo tempo in cui uno ci dice che in una notte distruggere una civiltà intera, che in un parlamento si fanno gli equilibrismi di parole per non dire niente, che in una chiesa manca la grande profezia della pace costruita da tutti i fedeli e non da qualche persona che è sensibile al tema cosa posso fare io? Come mi prendo cura di un futuro su cui non ho voce, io che sono diventato afono di parole? io che pretendo troppo da me e non arrivo a niente? Come essere responsabile del futuro di madre terra, dell’umano, del creato? io che posso fare se non balbettare poche parole? io potrò essere responsabile del futuro, ne avrò il coraggio di prendere in mano la questione fino al dono della vita?