
Faccio un secondo breve commento alla questione del maestro e del discepolo e poi continuo per comprendere un po’ meglio che cosa intendo per vita interiore. Già ho detto come è importante scegliere un maestro per la vita interiore e già ho detto come è importante e difficile saper scegliere il maestro vero. Ma vi è un secondo particolare di non poca importanza rispetto al maestro a cui affidare la nostra vita interiore. Il tema è questo ed è un tema che mi appartiene profondamente nel senso che io stesso faccio molta fatica a star dentro nella faccenda che sto per scrivere. Il tema è quello della fedeltà al maestro scelto. perché dico che faccio fatica a star dentro in questa parola fedeltà? È vero che ho scelto Gesù come maestro di vita interiore e fin qui tutto bene, ma quando cerco di capire come essere discepolo, come stare con il Signore Gesù, come essere fedele a lui, mi rendo conto che i modi cambiano continuamente. Non vengo meno alla fedeltà al Signore Gesù, ma ai modi con cui rimango fedele a Lui. E questo complica molto la mia vita interiore perché cambiamento continuamente modi alla fine non mi alleno e non mi preparo a qualcosa di bello e di profondo. È come se per giocare a calcio cambio ogni giorno modo di giocare, di allenarmi, alla fine non combino niente. Importante è scegliere il maestro, importante è la fedeltà con cui costruiamo il modo di seguirlo.
Io penso che questo caratterizzi l’umano che c’è in noi! Il mondo ogni giorno ci stupisce, evolvé e involve a grande velocità. Ci paralizza e ci accelera nello stesso tempo. Questo tira fuori reazioni anche inaspettate. Così si comportano anche i bambini e Gesù ama sopra ogni cosa. Penso che essergli fedele sia anche accettarci nella nostra incompletezza, coerenti però al desiderio di fedeltà, pur difficile e non lineare.