fare qualcosa

di | 26 Maggio 2025

Dicevo oggi a qualcuno che è difficile oggi fare qualcosa a favore della pace e di tutte le parole che indicano una qualche forma di speranza. Si diceva anche che tra noi gente comune si fa molta fatica a mettere insieme azioni comuni che sono capaci, non solo di pregare o di fare momenti di riflessioni con delle persone competenti, ma anche e soprattutto di azioni e parole che possono denunciare chiaramente il male che si sta compiendo. Di fatto si privilegia una forma di azione personale, a volte troppo individuale, si privilegia la possibilità d’organizzare cose che a volte non arrivano al cuore del problema. Non chiedetemi il perché di tutto questo, eppure mi sembra che la direzione verso cui ci si muove è questa. Se poi prendiamo i grandi della terra e i piccoli della terra, che sono quelli che contano un po’ di meno, ma che possono dire in qualche modo la loro, mi sembra che anche in questo caso se ne parla, ma non si arriva mai al dunque della questione. E allora che cosa fare. Io credo che c’è bisogno di una cosa che per essere realizzata avrà bisogno di anni, forse di una generazione intera. Abbiamo bisogno di gente che si sporca le mani sulla pace, di gente che fa cultura della pace, che prova a diffondere non in maniera autonoma e non in maniera teorica ma in maniera corale e di un pensiero che si fa azione, la cultura della pace. gente adulta, giovane, credente e non credente che prende in mano la questione e ci gioca su un po’ la vita. forse anche questa è un’utopia, o forse hanno ragione quelle persone con cui conversavo che anche io devo smettere di parlare, e di iniziare ad agire la pace.

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