
Vorrei collegare questa questione della consapevolezza con un’altra questione che ritengo importante e significativa per la nostra riflessione e per un eventuale cambio di direzione di scelte e modi di fare. Lego la consapevolezza alla parola fame. Perché? La fame non è solo fame di cibo. Vi è un’indigenza, una fame di idee, di risorse, di azioni. Di fatto la parola fame con la sua radice “fa” rimanda alla fame, all’indigenza a qualcosa che manca. Forse la mancanza più grande non è quella del cibo, di questo dalle nostre parti non manca. Forse la mancanza più grande è di fame di vita, che tra l’altro cerchiamo di soddisfare in mille modi strani e complessi,;oggi questa fame di vita sta diventando anche fame di umanità e di dignità umana. Troppa parte di umanità manca di questa dignità e di questa umanità. prima di arrivare a questa fame di umanità non posso fare a meno di insistere su come la nostra civiltà ha creato la grande fame di cibo per un grande pezzo di umanità. è un dovere morale, un imperativo etico fondamentale prima di parlare di fame di vita, parlare della fame di cibo. Dobbiamo essere consapevoli che c’è questa fame generata dalla nostra società opulenta. Il popolo degli ebrei era uscito dal mar Rosso e pensava di fare una cavalcata gloriosa verso la terra promessa. Invece in quel deserto inospitale ci rimane per 40 anni. E ad un certo punto ha fame, fame non di terra promessa, ma di cibo. E allora Mosè insieme a Dio, consapevoli di questa cosa decidono di fornire loro cibo e fanno trovare la manna. Gesù vede 5.000 persone che lo seguono, ma non hanno cibo e allora decide di condividere con tutti quel poco che un bambino ha: 5 pani e tre pesci. Di questa fame non dobbiamo mai dimenticarci. Non possiamo fare i discorsi sulla fame di vita se prima in qualche modo non risolviamo la fame del cibo. O meglio ancora: nel risolvere la fame di cibo apro lo spazio per capire che cosa è la fame di vita. una è conseguenza dell’altra.