
Fa freddo in questi giorni, un freddo che quasi ti chiede di riaccendere la stufa, un freddo che non me lo aspettavo. Non so bene che cosa può succedere a piante, orto, api, miele. Intanto un po’, abbastanza miele, lo abbiamo fatto, sfidando freddo e acqua. per il resto aspettiamo. Eppure tutto questo mi porta sempre a pensare ad alcune questioni: la prima è questa: quanto ci abbiamo messo del nostro per avere un mese di maggio così strano, così freddo? La seconda è che viviamo come un’attesa sospesa, un’attesa sospesa per quanto accadrà e per come andrà. La terza cosa che penso è questa: sarà così coraggiosa e ostinata la natura da rinascere e rifiorire ancora, avrà il coraggio per farcela anche quest’anno? Penso alla vita e penso al mondo. conosciamo un tempo difficile, freddo come questo mese di maggio. Mi rifaccio le tre domande: quanto ho costruito io a rendere così la situazione della vita e del mondo? e qui devo riconoscere che nel mio piccolo il mio contributo al freddo della vita e del mondo ce l’ho messo anch’io. magari qualcosa di meglio potevo fare. La seconda domanda è di vivere questa attesa sospesa di quanto succedere al mondo e alla vita. e qui la risposta è evidente: ma certo che vivo di attesa sospesa per quanto accadrà. E poi la vita e il mondo avranno il coraggio e la forza per cambiare strada e direzione? Di questo spero e spero di mettere un po’ anche del mio contributo