
Mi domando che cosa resta di un’eredità e penso in particolare all’eredità complessa e affascinante di Papa Francesco. Con queste parole non voglio mettermi a fare polemiche varie con il prima e con il dopo. Non è questo il mio intento. Tutto nasce invece da un dialogo tra amici alcuni credenti e altri no e da un articolo che ho letto che parla di come l’economia di Francesco non si fermerà. Ma insieme anche di come in occasione della beatificazione dei due giovani più volte il tema rilanciato è stato quello di chiedere ai giovani di prendere in mano la vita, di non sprecare la vita, di raccogliere la sfida della pace. e allora la prima domanda che mi sono fatto di fronte a tutte queste sollecitazioni è stata semplicemente questa: ma conosciamo l’eredità che ci ha lasciato papa Francesco? Non so bene perché ho collegato tutte queste questioni e domande proprio a questa faccenda di conoscere l’eredità di papa Francesco. Forse perché ritengo che tutte queste domande e il futuro dato in mano ai giovani non può essere slegato da quanto c’è stato prima del tempo presente nella chiesa. Non si può far finta che nel bene e nel male Francesco abbia segnato un preciso solco per il futuro. Non la possiamo cancellare quella che è stata una vicenda unica come quella di papa Francesco. Forse davvero dobbiamo avere il coraggio non di normalizzare il tutto, ma di sondare, andare a fondo di questa eredità così grande e unica. Certo è stata una vicenda non facile, con luci e ombre, ma è una vicenda che ha segnato, ha lasciato il segno. Posso prendere questa eredità e metterla nel cassetto, posso farne tesoro prezioso per il futuro, con tutti gli accorgimenti possibili. Posso dire semplicemente è passata ed è finita. Io ritengo che è un’eredità preziosa e non la voglio perdere per strada.