e poi la regola

di | 24 Settembre 2025

E poi succede che gli inizi, le finali, ma soprattutto i percorsi che stanno tra l’inizio e la fine devono essere codificati per essere così fedeli alla regola, alla mission. Vanno istituzionalizzati. In sé la cosa non mi dispiace. Anche un tipo come San Francesco si è visto come chiamato a mettere giù una regola. Lui lo ha fatto partendo dal vangelo, chi è venuto dopo lo ha fatto partendo da altro che non  era solo e proprio il vangelo. Ma non è questo il problema, non è questa la vera questione. La vera questione non è  non scrivere nessuna regola, non è nemmeno trovare il modo di starci dentro, di fare rispettare tutte queste regole. La mia paura riguardo alle regole, ai regolamenti e alle regole di vita è di altra ragione. La prima paura è che la regola rischia di far venire meno quel patto di fiducia su cui costruisco un’alleanza, un progetto. Una comunità di vita si dà una sua regola. Si scrive la più bella di tutte le regole e poi ci si lega ad essa. Ho scritto ci si lega ad essa, non ci si affida ad essa. Perché la regola rischia di legare. È come dire: rispettata la regola tutto funziona. Non esiste più un patto di fiducia tra i membri della comunità, ma un patto legato alla regola. L’eccesso più eccesso è quando si arriva a dire: siccome non stai nella regola della comunità esci dalla comunità. Il legame tra i membri di questa comunità non è più dato dalla fiducia reciproca, ma dalla regola che ci si è dati. Di questo io ho paura, di perdere il  patto di fiducia tra le persone in nome di una regola di vita.

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