
Posso pensare alla formula regalo per Natale. Ma preferisco la formula dono. Dove sta la differenza? Il regalo prevede che in qualche modo vi è un consumo di qualcosa. Compro per regalare. Ma il regalo porta con sé anche un’altra questione: rischia di non fermarsi ad un passaggio di un qualcosa da uno all’altro, ma rischia che in qualche modo alla fine c’è bisogno di uno scambio di regali. È la logica di una pratica o giustizia commutativa: io ti offro un regalo, un servizio, un impegno, del tempo e poi aspetto che in qualche modo mi torni indietro. Ma soprattutto deve tornare indietro in maniera equa. Il dono sfugge a tutte queste logiche. Per esempio posso comprare un regalo, ma sto attento a come e dove lo compro. A quel regalo cerco di dare un senso, questo mi piace. E soprattutto il dono sfugge a tutte le categorie del dare e avere, del tempo donato e ricevuto, del servizio donato e ricevuto. Sfugge a tutto questo, è dono e basta. lo andremo ad approfondire meglio. forse quando si parla di dono si parla di una giustizia amicale, di una giustizia che crea il bene comune.