
Mt. 13,21-27
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
Commento
Gesù dopo aver chiesto ai suoi discepoli che cosa pensano di lui va a definire in maniera chiara il suo compito, la sua missione, spiega il senso della sua morte e resurrezione. Pietro che in precedenza aveva risposto in maniera chiara in questa occasione non capisce, Aveva forse un’altra idea sul messia, solo trionfante. E davanti alla inevitabilità della sofferenza e della morte – che sono parte della testimonianza cristiana, Pietro prende da parte Gesù e lo redarguisce: “Dio non voglia, Signore, questo non ti accadrà mai”. È una risposta sincera, ma la sincerità non basta. Quel che conta è comprendere l’amore che Gesù vive e che lo porta sino a dare la sua vita per i propri amici. È il senso non solo della salita a Gerusalemme, ma della sua missione: compiere la volontà del Padre: non perdere nessuno di quelli che gli ha affidato. Quell’essere scandalo e ragionare secondo satana vuol dire diventare Pietra di inciampo, vuol dire dividere e non creare comunione attorno a Gesù. Pietro deve stare dietro a Gesù, cioè deve essere suo discepolo. Gesù pone nella libertà di ciascuno, due condizioni per seguirlo: rinnegare se stesso ossia non essere i padroni della propria vita; e “prendere la propria croce”, ossia testimoniare il Vangelo dando la propria vita per gli altri.
Preghiamo
Preghiamo per Matteo
“Pensare secondo Dio” vuol dire lasciar perdere gli sfronzoli, credere che Dio per me, per ciascuno, ha nel suo cuore di Padre, il bene, avvolto dalla sua misericordia, stando dietro a Gesù…. Per Matteo, per Stefano, per Daniele e per ciò che abbiamo in cuore preghiamo.