Domenica 13 dicembre

di | 12 Dicembre 2015

avvento bose3 domenica di Avvento

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».  Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Commento

Questa terza domenica di Avvento viene chiamata della gioia, della letizia. La gioia nasce dalla ormai imminente nascita di Gesù bambino. Se diamo uno sguardo al vangelo di oggi sembra che di questa gioia non ci sia traccia. Anzi il discorso di Giovanni Battista, la sua stessa presenza, sono di una austerità e di una durezza tale che non danno molto spazio a sentimenti di gioia. Eppure i due atteggiamenti, austerità e gioia non sono in contrasto tra di loro. Provo a dire così: Giovanni è nella gioia perché comprende che il messia è in mezzo al popolo di Israele. Giovanni non è l’uomo della gioia “esteriore” delle cose che passano, la gioia effimera che richiede un dispendio di energie, di tempi, di denaro, ma è l’uomo che esulta per la gioia della scoperta fondamentale della vita: Gesù. Giovanni però sa anche un’altra cosa importante: che per capire che è arrivato il tempo del messia, la sua mente e il suo cuore hanno bisogno di sobrietà per non appesantirsi nella vigilanza. La vigilanza richiede leggerezza, richiede onestà di vita, richiede essenzialità, altrimenti la mente e il cuore si addormentano. Insomma Giovanni grazie alla sobrietà della sua vita è attento e vigilante e in questa vigilanza incrocia  la presenza del messia, di Gesù, e questo provoca in lui gioia. Mi sembra un buon percorso di vita spirituale dalla sobrietà del deserto, alla gioia dell’incontro con il salvatore.

Preghiamo

Preghiamo perché quanto si è cercato di decidere a Parigi nella conferenza sul clima, possa trovare attuazione e concretezza nelle scelte di ogni nazione per il bene comune.  

3 pensieri su “Domenica 13 dicembre

  1. sr Rita

    ” Che cosa dobbiamo fare?” Tutti rivolgono a Giovanni questa domanda e Giovanni non si esime da dare consigli pratici, concreti per accogliere la salvezza che è Gesù. Mi fermo su ciò che risponde ai soldati: accontentatevi del vostro salario. E mi viene in mente quello che in altra parte la Parola dice: quando avete fatto tutto, siete soltanto dei servi. Il salario, mi pare sia la giusta misura che compensa quello che si è fatto. E fare il proprio dovere non è un vanto: è fare quello per cui siamo stati chiamati. E’ realizzare la propria vocazione-missione. Se ricordassimo questo, quante crisi eviteremmo. gelosie, pretese, aspettative di riconoscimento….
    Signore, donaci la gioia di essere quello che siamo e di sentirci realizzati in quello che facciamo.

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  2. Elena

    Qualche giorno fa camminavo in centro, osservavo le luminarie, i negozi scintillanti, la gente tirata e stanca (probabilmente il mio viso era specchio di molti altri visi) e ho sentito una grande tristezza. Questo è il Natale? mi sono detta…
    No, questo non è il Natale che voglio!
    Ho letto la Parola odierna ed il cuore si alleggeriva, percepiva la sottile, profonda gioia effusiva delle cose intime, un po’ nascoste forse, come un’erba aromatica nel deserto. Anonima,sobria, ma capace di suscitare stupore e gioia per la sua insospettabile presenza e bontà. (Mi è davvero successo di scorgerla in una terra desolata e desertica dell’entroterra americano: incredibile, per la presenza, la forma e l’intenso profumo liberatosi al tocco della mano, un vero miracolo dal nulla!)
    Ed il cuore si fa lieve, sente la vibrazione che viene dalle cose vere e genuine, quelle che non chiedono troppe condizioni per esistere, ci sono e basta, sono un dono e basta….
    Desidero questo silenzio, questa pace, questa ricerca di un Bambino che nasce nel nulla, come un’erba aromatica capace di dare speranza nel deserto…
    L’essenziale non si vede poi molto…forse lo si dà troppo per scontato!
    Buona domenica e buona Santa Lucia a tutti!
    Elena

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  3. sr.Alida

    ” Vi battezzerà con acqua e fuoco”Le nostre paure bruciate al fuoco del suo amoreRitrovare la gioia del dono che viene dal’alto,portare respiro di cielo dentro la vita di ogni giono.Austerità e gioia non sono in contrasto ,il cuore e la mente si alleggeriscono,in attesa di Gesu’ Salvatore. L’essenziale è ivisibile agli occhi ,e ci rende vigilanti e attenti,leggeri.Fa che scelga questa gioia,di essere quello che sono, e contenta di ciò che mi è concesso di essere e di operare.Parte dei vostri pensieri ,trovano in me risonanza.Grazie!Come sempre uniti dalle comuni intenzioni di preghiera.buona attesa del Signore!

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