cosa faccio qui

di | 13 Maggio 2022

Cosa faccio qui è  il titolo di una poesia di Erri de Luca, scrittore che amo tantissimo e di qui apprezzo i suoi commenti laici alla parola sacra. Ma quel che cosa faccio qui mi è arrivato addosso con tutta la sua forza, in una giornata, dove non soltanto il lavoro mi è venuto addosso, ma il futuro mi è venuto addosso, e non ho capito più dove stavo. sono sicuroo che questa apr sul fiore sa che cosa ci fa lì. io non so che cosa faccio qui. L’avevo costruito bene il mio futuro, ma alla fine tutte le mie ipotesi sono come state spodestate dal trono delle mie certezze. E così devo ricominciare dalla stessa domanda: che cosa faccio qui? Non so cosa faccio qui; mi sembra che la mente e il cuore mi stiano come conducendo per questa strada. Ma so bene che la mia mente, la mia strada, devono sempre fare i conti con la realtà. Non so cosa faccio qui, ma tengo fermo alcuni principi per poter decidere che cosa faccio qui. Primo principio, il confronto e l’ascolto con chi condivide la mia stessa storia. Secondo principio un buon discernimento tra desideri personali, rapporto con la chiesa e confronto con la realtà. Terzo principio verificare quanto è realizzabile il mio futuro, ultimo principio, decidere. E se poi tutto questo percorso attraverso questi principi non corrisponde ai miei desideri? Cosa faccio. Non faccio altro che ritrovarmi con la stessa domanda iniziale cosa faccio qui. Perché io alla fine voglio fare quello che è ho nel cuore e faccio fatica a seguire questo percorso un po’ gesuitico, perché come ben sappiamo i gesuiti sono esperti di discernimento. Sanno rispondere con chiarezza alla domanda cosa faccio qui. Io ho una chiarezza e si chiama quello che voglio io e niente di più. Non è questione di processi, ma di scontro tra me stesso e tutto il resto. Sono solo come accede nell’atto dello scegliere, i pareri li ho raccolti quasi tutti, ora tocca a me. Non sono solo perché nessuno mi ascolta, sono solo perché io devo decidere. Non sono condizionato dall’obbedienza, ma dalla libertà. Si fa presto a dire sì a un atto di obbedienza anche se non piace molto, perché nascondo la mia libertà  che affido a chi mi ha chiesto un atto di obbedienza. È la libertà che mi fa paura, la libertà che mi costringe a scegliere in solitudine. La libertà, che grande dono, ma  che paura giocarla fino in fondo la mia libertà. E rimane la domanda: cosa faccio qui e posso aggiungere dove andare in futuro.

Un pensiero su “cosa faccio qui

  1. Renato

    … Sei un porto sicuro dove alcuni naufraghi trovano accoglienza… Dove vengono aiutati senza se e senza ma a riprendersi… Dove non viene chiesto nessun passaporto… Purtroppo è anche un porto in balia di tante mareggiate e non viene aiutato a costruire ripari… Ma tu con tenacia saprai comunque tenere accesa una fiammella al suo imbocco perché sai che molti la stanno cercando… Un abbraccio forte

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