
E chi trova il coraggio per proporre vie nuove? Chi trova il coraggio per nuove prospettive? Sulla carta trovo tutto. Nei convegni a cui ormai partecipo raramente trovo tutto quello che è doveroso per il futuro. Anche nei documenti ufficiali c’è quasi tutto. Sembra che tutto qui sia chiaro, che la direzione è segnata, che una nuova musica può essere scritta e suonata E poi cosa succede? Succede che tutto si sfuma in linguaggi che lasciano tutto quasi uguale a prima. Un esempio di tutto questo lo trovo nel documento che serve per avviare la discussione al Sinodo della chiesa italiana. Ma la stessa cosa posso ritrovarla in tante altre situazioni. Se leggo anche solo i titoli di introduzione del documento sul sinodo e se leggo le varie introduzioni al documento mi dico qui c’è tutto quello che serve. Poi ne leggo i contenuti e mi rendo conto che sono equilibrismi che alla fine non modificano nulla o quasi nulla. Non c’è un nuovo spartito musicale, forse possiamo parlare di variazione sul tema. Tutto qua. diciamo anche una variazione indolore, una variazione sul tema che non è certo profezia. Non è solo questione del documento del sinodo della chiesa italiana, ma in generale in tutti gli ambiti funziona così. oserei dire: buone le intenzioni, buone intuizioni ma dove è il coraggio per realizzare tali intenzioni?