che fare

di | 2 Giugno 2026

Cosa possiamo fare per recuperare questo capitale spirituale? Questo capitale di fiducia e di affidamento? Come recuperare questa arte della fiducia che abbiamo smarrito nel tempo? per fare questo non possiamo usare i criteri del capitale profitto che dichiara che da una crisi se ne esce rilanciando un sistema investendo in capitale e in tante altre cose che non conosco. Il capitale spirituale non è un’azienda, la fiducia non la si gioca con tecniche di mercato o roba simile. Penso che non lo si può fare nemmeno con un rinnovamento di riti, pastorale e roba simile. Non è questo il punto su cui si tratta di lavorare. Il rinnovamento dei riti e della pastorale è la conseguenza di un’altra questione che rimane aperta. La definisco così e poi provo in questi giorni a spiegarla. Una prima domanda che mi sono fatto è: quanto è rimasto di questo capitale spirituale, dove rintraccio i segni di una vita segnata dalla fiducia. Se riesco a rintracciare questi segni posso anche pensare di rilanciarli non tornando alle ragioni di ieri, ma rilanciando in modo nuovo questo capitale di fiducia. Forse dobbiamo ritracciare una grammatica della spiritualità nuova, una grammatica che è in grado di rilanciare la fiducia e la vita spirituale. Papa Francesco a Lisbona ai Giovani ha detto così: «Non siate amministratori di paure, ma imprenditori di sogni».

Un pensiero su “che fare

  1. Betty

    Il problema di questo recente periodo storico è proprio la paura. Siamo costantemente bombardati da «proiezioni» nefaste che riguardano il nostro quotidiano: violenza tra i giovanissimi, femminicidi, omicidi seguiti come se fossero serie tv, guerre, crisi economiche … ecc ecc….! Non che nn ci siano, tutt’altro, ma è come se fossimo entrati in un loop senza possibilità di uscita. E il tutto si autoalimenta con la sovraesposizione mediatica. Da sempre la paura è un mezzo per “sottomettere” le menti, soprattutto quelle molto giovani. Non ho soluzioni, sono solo constatazioni, avendo a che fare con le persone, ne sento i discorsi, che vertono molto spesso o quasi sempre su queste dinamiche, come se non esistesse altro di cui parlare se non del brutto del mondo. Il fatto è che nei momenti di paura, la reazione è quasi sempre di irrigidimento, chiusura, autodifesa, altra violenza. E questo è ciò che sta accadendo, nel quotidiano ma anche in dinamiche piu alte.
    Liberarsi della paura o meglio «dalle paure» proprie o indotte non è facile, ma credo possibile.
    Una strada è proprio quella di coltivare, riscoprire, ritrovare quella parte incisa nel nostro DNA che è una spiritualità innata.
    Ciò che poi ci permette di vivere e vedere le cose da un’altra prospettiva. Ritornare a trovare il bello, partendo dalle piccole cose della nostra realtà personale per poi allargare lo sguardo sul mondo.
    Non facile e non del tutto risolutivo.
    Piccoli passi per iniziare ad essere quegli imprenditori di sogni di cui parlava Papa Francesco.

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