che cosa è peggio?

di | 17 Luglio 2025

Lo abbiamo già accennato ieri. Quando le cose non funzionano non è l’economia in sé che non funziona, ma le relazioni umane. Faccio questo esempio: fare una guerra mette in moto l’economia di guerra, si producono con grande dispiacere più armi e poi le armi si usano e poi si mette in moto la macchina che ricostruisce. Ma alla fine di tutto questo percorso l’economia come profitto ci ha guadagnato un sacco. Chi ci ha rimesso sono le persone: uomini, donne, bambini che non hanno più niente che vedono distrutte relazioni umane e tutto quanto serve per un minimo di vita decente. A volte quasi sembra tutto questo è accompagnato anche dal senso di rivalsa e di vendetta che nasce dall’ingiustizia subita. Quando le cose non funzionano non ci rimettono coloro che stanno bene, ma coloro che sono poveri. perché ho fatto questo ragionamento molto semplice  e scontato? Perché ritengo che se vogliamo cercare un bene comune dobbiamo cercare di creare le condizioni per un buon vivere soprattutto per chi nella vita fa più fatica. I beni comuni in tempi difficili diventano beni privati. Lo vediamo nella gestione dello stato sociale: oggi tantissimo è delegato al privato, diventa affare privato. Forse dobbiamo avere il coraggio e la fantasia di rilanciare tutto quello che è bene comune in termini di economia pubblica e sociale. E finisco con un esempio che mi è capitato oggi. Discutevo di acqua:  ma è bene pubblico o privato? La mia risposta era semplice: bene pubblico, bene comune. Chi parlava con me dice: bene pubblico, ma gestito dal privato. Ecco dove sta l’inconveniente: un bene di tutti gestito da qualcuno che ci guadagna non è più bene comune.

2 pensieri su “che cosa è peggio?

  1. Claudia Isabella Curti

    Come scardinare questa logica di guerra e quindi di guadagno per pochi? Bastano i nostri piccoli gesti di umanità o di attenzione verso chi fa fatica, certo questi gesti sono ossigeno, ma avranno il potere di scardinare la logica della guerra e del riarmo? !? Non lo so….

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  2. Marco

    L’acqua è un bene comune per eccellenza come l’aria sancito da un referendum ma la politica degli affari finta sorda lo ha mascherato e di fatto c’è gente che ci guadagna
    Si conta sull’impunità e l’ indifferenza che nonostante tutto sono gli elementi cardine che riportano senza soluzione di continuità alla stanza dei bottoni queste persone

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