
E così per parlare della grazia parto da questa parola: charis. È una parola che abbiamo messo nel cassetto e di cui ci ricordiamo poco. In realtà quando pensiamo alla grazia pensiamo ad una concessione, mi è stata fatta grazia, pensiamo a qualcosa di gratuito: la grazia è gratis, pensiamo ad una qualche forma di elargizione gratuita, pensiamo anche ad una forma di affermazione gratuita. Raramente anche a me viene in mente che grazia arriva da questa parola charis. E questa parola forse è collegabile ad un’altra parola: graziosa. Insomma grazia è tutto ciò che appare bello, affascinante, grazioso appunto. Vedete come siamo lontani dal senso e dal significato che diamo a questa parola? Questo dono affascinante per chi è credente arriva da Dio, per chi non lo è arriva dalla vita stessa che a volte si rivela con tutta la sua grazia, con tutta la sua bellezza. È per questo motivo che dobbiamo stare attenti a come usiamo la parola grazia, la parola charis. Soprattutto dobbiamo avere la giusta avvertenza di essere convinti che questa vita o dono di Dio che è grazia non la produciamo noi, ma è dono gratuito; ecco perché non possiamo pretenderla. Grazia è bellezza senza fine accolta nella vita, è magnificenza e grazie per il dono di esserci. Così incominciamo a comprendere il senso di tale parola.