
so che ho sbagliato di un giorno .so che era ieri la tua giornata. la giornata di riflessione e di preghiera sul creato. Ma a volte sono così preso dalle mie cose che mi dimentico di avere uno sguardo più grande, lo sguardo sul mondo. Chiedendoti scusa recupero oggi. Carissimo creato leggo nella parola sacra una bellissima profezia che dice così: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci» è parola del profeta Isaia. Che forse creato, cura della terra e pace sono tra loro collegati? Forse che nel momento in cui ci rendiamo conto di trasformare armi in aratri stiamo custodendo e creando le condizioni di un mondo nuovo? È una grandissima intuizione quella di Isaia. La crisi degli uomini e la cura del creato vanno di pari passo. Mi spiace carissimo creato, tu che sei stato creato come cosa bella e che noi abbiamo rovinato, che oggi la guerra sembra prendere il sopravvento e di conseguenza che tu creato alla fine esci come distrutto, rovinato. Forse oggi possiamo anche scrivere al contrario. Posso scrivere così a nome tuo carissimo creato. Provo ad interpretare il tuo pensiero, la tua sofferenza. E allora scrivo a nome tuo e dico: carissima umanità quando comincerei a trasformare cannoni e bombe in campi arati e acqua buona per tutti e piante e animali che vivono in pace. carissima umanità io che sono il creato e che soffro per tutto questo ti chiedo di essere veloce perché non c’è più tempo.