
A volte risolviamo la questione del dono, riconoscimento e grazie con un semplice bravissimo. Quando questa parola non va bene, non serve a chi riceve questo complimento che sembra in realtà il massimo del complimento? Un bravissimo in sé è cosa grande e quindi può bastare. ma a volte non va bene. Allora quando non va bene? Quando chi lo pronuncia non ti conosce, non sa che cosa stai facendo, quando chi lo pronuncia lo fa solo per buona educazione e per una specie di formalità. a volte davvero ci limitiamo alla pura formalità. Diciamolo in un altro modo: quando non nasce dal cuore. Quante volte ho sentito questa espressione detta a me e capivo che non mi toccava il cuore perché era pura formalità e quante volte ho pronunciato io quel bravissimo verso un altro e mi rendevo conto che era pura formalità e magari avrei voluto dire altro, ma non ho osato e allora mi limitavo al bravissimo. Quando invece un bravissimo è cosa buona e tocca il cuore? Semplicemente quando nasce con autenticità dal cuore, quando conosco l’altro e il suo lavoro e allora quel bravissimo ci sta proprio bene, è opportuno. Quando nasce da una stima vera e l’altro comprende che è stima vera. Un buon bravissimo che nasce dalla sincerità del cuore