ascolto dell’altro

di | 10 Febbraio 2026

Continuo a narrare di quella che io ho chiamato la parte costruttiva e lo faccio mettendo in evidenza una seconda questione. Parto sempre dalla mia vita, da quello che vivo ogni giorno. Mi siedo a molte riunioni. In generale, quasi sempre noto che si da molto spazio a comunicare, dire, che si fa in questo modo, in quest’altro modo. si dà molto spazio alla discussione. Cosa succede in questi casi, che cosa noto di interessante, dove per interessante intendo una modalità che non sempre costruisce? La prima osservazione è che in genere chi conduce l’incontro arriva preparato e tende con la sua buona preparazione a condurre l’incontro in modo che quello che ha pensato va in porto così come l’ha pensato perché quello è il modo giusto di procedere e gli altri portano argomenti per argomentare che la loro ragione, la loro motivazione è quella giusta. se vogliamo ognuno tende a dire che quello che sto dicendo e il modo come si fa è il modo giusto. Un grande cambiamento di prospettiva che può permettere di costruire cose nuove è quello che prova a dire: mi pongo in ascolto e magari quello che dice l’altro è una buona idea. L’idea dell’altro non è detta perché io debba soccombere e dire ha sempre ragione lui, ma perché magari in quell’idea c’è qualcosa di buono. Questo per me è costruire. Certo, so bene che anche io devo imparare quest’arte difficile che l’idea dell’altro può essere buona, soprattutto se è un’idea di un giovane.

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