
La notizia arriva da Trieste: un gruppo di volontari, sfidando anche le leggi, si prende come impegno quello di curare i piedi e di offrire scarpe ai migranti che arrivano dalla rotta dei Balcani in Italia. A Trieste, dal confine ogni giorno arrivano dieci o venti persone – soprattutto curdi, iracheni, afghani – lungo i sentieri di quella che è diventata la principale rotta migratoria verso l’Europa. In Bosnia ed Erzegovina, secondo l’Unhcr, nei primi 10 mesi del 2022 sono approdate oltre 45 mila persone. Tutti pronti a tentare quello che chiamano “il gioco” (the game): l’ingresso in territorio comunitario attraverso la Croazia con il rischio di ritrovarsi intrappolati in campi «che versano in condizioni spaventose». Arrivano a Trieste con i piedi distrutti perché la polizia al confine prima di entrare in Italia toglie le scarpe e li fa camminare a piedi nudi anche d’inverno. Alla fine del 2019 un piccolo gruppo spontaneo comincia così a ritrovarsi in piazza, ai giardini della stazione, per curare i piedi dei ragazzi che arrivano, magri e sfiniti, senza nient’altro che se stessi. «Io e mio marito Gian Andrea Franchi, che abbiamo 147 anni in due, abbiamo cominciato a occuparci dei ragazzi che entravano in Italia nel 2015, quando vivevamo a Pordenone. Non eravamo volontari, ma li vedevamo arrivare in condizioni pietose, e siamo scesi in strada a portare aiuto non solo come gesto di solidarietà, ma anche come gesto politico. Per dire «tu per me esisti» Due o tre volte a settimana, Lorena e gli altri vanno in piazza là dove i ragazzi si raccolgono sperando di poter salire su un treno che li porti in Nord Europa. Hanno con sé medicine e garze, ma anche vestiti e panini. Bel gesto e grazie a tutti loro
Restiamo umani!
Li abbiamo incontrati a san pellegrino in una serata persone straordinarie e coraggiose sono anche ostacolate dalle autorità che non vedono di buon occhio questa cosa sono spesso aiutati da ragazzi studenti di medicina e di infermieristica e non
L’umanità è per fortuna contagiosa grazie a Dio spesso se inizia uno a essere umano altri lo seguono
Questa è speranza luce di fronte al buio dell’indifferenza
……. Questa è la speranza di fronte al buio dell’indifferenza e del mettere le persone in tanta difficoltà. Brave e meravigliose persone, quelle che curano l’umanità.