
nella parola sacra leggo di un re saggio, sapiente, giusto e per questo grande e ammirato. Venivano da lontano per ascoltare la sua saggezza. È il grande re Salomone. Ieri scrivevamo di come posso essere vicino o lontano dai sogni, dai progetti e dalla loro realizzazione. Salomone il grande re saggio e giusto ad un certo smarrisce la sua via di saggezza e inizia il suo tempo di decadenza che culminerà con la divisione del regno, perché ogni tempo di decadenza porta con sé una divisione, una spartizione. Penso ai regni, alle famiglie, alle società. Ogni tempo di decadenza porta con sé la spartizione di quello che chiamiamo eredità. E non sono quasi mai cose facili queste spartizioni. Ma rimaniamo sul tema. Perché un re saggio come Salomone ad un certo punto decade, dove ha smarrito la sua saggezza? Il testo della parola sacra è molto avido di spiegazioni. Ma pensando a progetti, sogni, e azioni per realizzare i sogni trovo questa spiegazione alla decadenza di Salomone. Quando il grande re decide di portare a termine il suo grande capolavoro lì inizia la sua decadenza. Voleva realizzare l’opera più grandiosa, unica: il grande tempio di Gerusalemme, il più grande di tutti. Lì inizia la sua decadenza, semplicemente perché ha varcato il limite della sua infinità grandiosità. Pensava di essere unico il grande re, pensava all’opera più grande. Mi viene da pensare che devo sognare, realizzare, agire ma quasi con un limite: la mia umiltà di dire a me stesso: non cerco il compimento e la finitezza, ma il cammino quotidiano della vita.